Wata

Wata è la forma abbreviata dal tedesco “WAsser TAnzen” (Water Dance).
Wata è stata creata in Svizzera da Arjana Claudia Brunshwiler e Aman Peter Schröter.
Questa tecnica si svolge principalmente sott’acqua con l’uso di uno sringinaso, necessario per evitare che l’acqua entri nel naso. Comincia sulla superficie, dove il cliente è dolcemente galleggiato e mosso attraverso una serie di stiramenti. Il focus del terapista è quello di guidare il cliente in uno stato di rilassamento profondo, attraverso il massaggio e una respirazione consciente, per poi procedere alla parte subacquea: eleganza, movimenti fluidi, assenza di gravità, sospensioni di tempo, e realtà alterata dei movimienti. La luce è offuscata, i suoni sono ovattati e la gravità diventa una danza al rallentatore che permette di sentirsi liberi, dandoci la possibilità di rinnovare la connessione con il cuore e raggiungere uno stato di profonda meditazione.
Quando il terapista ritiene che il cliente sia rilassato e pronto, gli viene offerto lo stringinaso e il viaggio sotto l’acqua ha inizio: dopo una profonda inalazione, il volto del cliente viene lentamente rivolto verso la superficie dell’acqua e gentilmente accompagnato all’ immersione. Nel momento in cui l’acqua accarezza il viso, inizia un fenomeno conosciuto come “Divin réflex”. Questo fa si che la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa ed il metabolismo rallentino, aumentando la capacità di rimanere sotto l’acqua senza sforzo apparente. Quando il cliente è pronto a riemergere, il suo corpo trasmette un “segnale naturale” e verrà riportato alla supericie prima che vada in deficit di ossigeno. Il contatto dell’aria con il viso innesca una nuova inalazione e alla persona verrà dato tempo sufficente, per riossigenare ed integrare l’esperienza ricevuta, prima di essere immerso dinuovo.
Gradualmente il terapista sarà in grado di portare il cliente sott’acqua per periodi sempre più lunghi, accompagnandolo in una danza di movimenti che cambieranno per ogni singolo caso, a seconda della capacità del loro corpo. Questo stato di libertà è ideale per poter rilasciare qualsiasi tipo di blocco, che sia fisico, mentale od emotivo e riconnettersi con quella gioia naturale che è in ognuno di noi e provare quella sensazione che in molti descrivono come “tornare a casa”.